mercoledì 17 novembre 2010

Il profilo Cefalà Diana -Caccamo

Una sezione geologica off-limits 

Quella che vi presento è una sezione geologica molto coraggiosa. Probabilmente ha lo stesso coraggio storico di quelle presentate negli anni '40 da Fabiani e Trevisan su Monti di Palermo, i quali autori più di ogni altra cosa hanno infranto un grande dogma. Forse anche un tantino in più, considerando il fatto che la sezione contenuta nel foglio CARG “Caccamo” e tracciata tra Pizzo della Trigna e Pizzo Chiarastella si basa largamente su dati di sottosuolo. Inoltre è “geologia ufficiale”. Perdonerete anche questa mia sfacciata presunzione: a volte occorre essere un po' così, se non altro per contrastare la presunzione altrui.

Ovviamente io non sono poi così cattivo: dò per buoni una serie di elementi contenuti in quella sezione, presumendo che sia stato visto effettivamente l'andamento del top dei carbonati al di sotto delle coperture flyschioidi numidiche: per esperienza vissuta, questo andamento è l' unica cosa sicura che mi permetterei di riconoscere in quelle linee sismiche a riflessione. Tutto il resto è interpretazione e, visto che è così, io mi permetto di fornire la mia.

Veniamo al dunque: senza altri preamboli, vi do la sezione: altro che diritti di rielaborazione riservati  (cliccateci sopra per ingrandirla, come ogni figura del blog). Si tratta di una sezione in parte schematizzata, e non va confusa con una sezione di dettaglio tracciata sul dettaglio dell'affioramento.


Essa risulta dalla unione di due differenti tratti (vedi mappa di riferimento sotto riportata): la sezione che riguarda la struttura del Pizzo della Trigna è tracciata un tantino più a Nord di quella della sezione del foglio CARG, nella parte restante è esattamente la stessa.


Ho preferito fare così, perché lo stile tettonico visibile a nord (zona immediatamente al di fuori di foglio Caccamo nella struttura di Monte Cane) è davvero affascinante. La componente estensionale è enorme, ed è interamente dovuta ad una tettonica giurassica, eccezionalmente preservata. Avrò modo, a stretto giro dei post successivi, di spiegarne i dettagli ed il supporto interpretativo che questi hanno fornito alla mia sezione. Per il momento vale la pena solo di illustrarla e commentarla brevemente. Il resto lo lascio a chi legge. 

Penso proprio che molti mi daranno del folle, lo so, ma io sono determinato, sono abbastanza sicuro di quel che ho visto. Non pretendo di avere i dettagli di un rilevamento di campagna fatto metro per metro. Anzi, chi ha fatto i rilevamenti del CARG e ha il dettaglio delle stratigrafie potrà avere conferme o meno, ed implementare dei miglioramenti alle varie interpretazioni di tutti i particolari non ancora sufficientemente spiegati. 

Dicevo, il punto forte della sezione qui presentata è che non vi siano sovrascorrimenti reali tra bacini e piattaforme mesozoici, ma che gli strati di bacino siano in transizione laterale (1) e verso il basso con una più spessa, ed antica, piattaforma carbonatica. Dovrebbe essere una potente successione di mare basso del trias inferiore e medio. Formazioni ladiniche e carniche (ed in profondità forse più antiche), le quali sono ben rappresentate nelle Alpi orientali e che in Sicilia non affiorano. Vi sono tante ragioni per questo, ma sostanzialmente la catena siciliana ed appenninica -come ha ben spiegato Carlo Doglioni nei suoi bei lavori- tende ad affondare piuttosto che ad emergere. Eppure secondo i miei calcoli, se volete speditivi, una bella piattaforma di quel tipo lì potrebbe essere prossima all'affioramento proprio al di sotto della struttura di Pizzo della Trigna – Monte Cane. Ma non si tratterebbe di un sovrascorrimento, ma di una continuità sostanziale, di certo complicata dalla estensione giurassica. Anche la mia è una intepretazione, e come tale non è né perfetta né strettamente vera. La continuità degli strati in profondità potrà essere sicuramente migliorata, anche da chi ha disposizione più dati di quelli che io ho. Questa è open source geology, e chiunque può divertirsi a ragionarci sopra e a migliorarla, purchè in spirito di condivisione dei risultati. 

La struttura di Pizzo Trigna – Monte Cane, descritta come un overthust tranciato da faglie transpressive (2) è per me una bellissima faglia estensionale giurassica dimostrata da una serie di affioramenti strepitosi. Più in là, ne pubblicherò su questo sito la mappa strutturale di dettaglio. Il secondo punto forte di questa sezione è che la struttura del Pizzo della Trigna emerge così tanto perché è una bellissima struttura da inversione, non si tratta certo di un semplice sovrascorrimento. Esistono anche precise ragioni per cui le faglie dirette del Giurassico si sono così ben conservate, ed anche queste lo vedremo prossimamente. 

Questa è geologia non ufficiale, secondo me molto più stimolante di quella "fissista" che il Foglio Caccamo propone. In quest'ultimo, è descritto (o meglio affermato) un paradigma che si trova radicato in una scorretta estensione spazio-temporale, a tutta la Sicilia occidentale, del concetto faldista di Fabiani e Trevisan (e/o di Ogniben). 

Qui invece si propone di capovolgere taluni schemi mentali ormai vecchi, e di cominciare a considerare che le faglie dirette che si vedono affiorare in Sicilia occidentale non sono effetto dell'estensione tirrenica (altro punto forte del presente lavoro) perché non ne hanno le caratteristiche, ma sono invece ereditate dalla inversione di una tettonica giurassica, effetti che devono ancora essere descritti per benino, non frettolosamente e superficialmente come qualcuno nell'ultimo decennio ha appena iniziato a fare. Se è così, questo cambierà tanto i calcoli sui raccorciamenti della catena sicula ed appenninica, sia anche il modo di concepire d interpretare le varie geometrie, poiché non sono stati tenuti in conto gli effetti dell'inversione e della precedente estensione.

Chi legge, ricordi anche che io sono il primo che sta parlando di queste cose in questo modo, e sebbene questa non è una pubblicazione scientifica super-referenziata, “ufficialmente” possiede comunque un indirizzo URL, una data “ufficialmente” fornita dal sistema, ed un numero “ufficiale” di riferimento ISSN (2038-6737) che va citato nelle references di altri lavori scientifici che volessero riprendere l'argomento  da me proposto. Grazie per l'attenzione. A breve i dettagli, promesso.

Nota 1: verso ovest i Calcari con Selce si riducono fino a sparire e a lasciare il posto a coevi strati di piattaforma.
Nota 2: vedi lavori di Guarnieri e resoconto della regione Sicilia a questo indirizzo HTTP, come la “Caccamo Shear Zone”, concetti poi ripresi dallo stesso Foglio CARG.